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I pranzi di famiglia

I pranzi di famiglia si facevano di sabato…

La famiglia era grande, una ventina di persone, tutti i sabati insieme.
Non si spaventava mamma a dovere cucinare per tante persone, si alzava presto.
Dalle sette del mattino, a volte anche prima, dalla cucina si spandeva il profumo di cibi ben cucinati, preparati con buoni ingredienti ma sopratutto con tanto amore.
Il menù variava tutte le settimane, mamma aveva tanta fantasia ed un’arsenale di ricette alcune ereditate da sua madre, alcune di tradizione locale, altre create o rielaborate da lei.
Un patrimonio culturale che proverò a condividere, con le parole semplici e chiare che usava mamma per trasmettere a me tutto il suo sapere.

“La cultura è l’unico bene dell’umanità che condiviso fra tutti anziché diminuire diviene più grande”
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Fallo ora

“Nessuno, vecchio o giovane, ha il domani assicurato. Oggi potrebbe essere l’ultima volta che vedi coloro che contano per te.
Per questo non aspettare, fallo ora , perchè se quel domani infine non arriva, rimpiangerai il giorno in cui non trovasti il tempo di un sorriso, un abbraccio, un bacio; troppo occupato per concedere alla vita la sua ultima grazia.
Tieni coloro che ami vicino al cuore, sussurragli all’orecchio che hai bisogno di loro, amali, trattali bene, e trova del tempo per dire “mi dispiace”, “scusami”, “ per favore”, “grazie” , voglio dire, tutte quelle parole d’amore che hai in grembo.

Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti. Chiedi la forza e la saggezza per esprimerli. Dimostra ai tuoi amici quanto tieni a loro”.

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Buonanotte

Buonanotte a chi ha troppe cose a cui pensare.
O magari non sono poi così tante, ma ognuna di quelle poche sembra insormontabile.
Una serie di cambiamenti improvvisi che ci agitano.
La vita prosegue senza una direzione precisa.
Ci adeguiamo ogni giorno agli imprevisti e alle sicurezze.
Troviamo nuove strade e abbandoniamo le vecchie.
Ci inventiamo un altro percorso.
Affrontiamo disguidi e dossi, salite da affanno e discese rompicollo.
Annaspiamo in melme oleose, o ci innalziamo in volo in cieli limpidi e sereni.
Buonanotte all’incertezza.
Buonanotte alla possibilità.
Buonanotte a chi spera ancora in una rivincita.

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VIVERE IN MEZZO AL VERDE FA BENE ALLA SALUTE

L’umore che migliora, di pari passo con gli alberi che fioriscono e il tempo trascorso all’aria aperta. Se ve la siete sempre cavata con un “Eh, è la primavera”, un sondaggio confermare che non siete gli unici a cui tutto sembra più bello se siete circondati dal verde. È il risultato del Survey of the Health of Wisconsin (SHOW), pubblicato sull’International Journal of Environmental Research and Public Health e che ha studiato la correlazione tra lo stato di salute (e l’umore) con la presenza di vegetazione.

Passando dalle foreste di conifere dei Norhern Highlands alle città come Milwaukee “le differenze sono evidenti”, spiega Kristen Malecki, autrice della ricerca. “La presenza di spazi verdi è associata a molti meno sintomi di ansia, depressione e stress”. Tra questi irritabilità, sbalzi d’umore, stanchezza, disturbi del sonno e mancanza di energie. Il questionario è stato compilato da oltre 2.500 abitanti del Wisconsin, che abitano in 229 quartieri differenti e rappresentano un campione di popolazione molto variegato per età, etnia, reddito, livello di istruzione, impiego e altri fattori.

Il team di Malecki ha scoperto che, a prescindere da tutte queste variabili, gli abitanti che vivono in un quartiere con meno del 10% dell’area coperta da vegetazione sono molto più soggetti a soffrire dei sintomi di depressione, stress e ansia. Per fare un esempio, una persona povera che vive nei pressi della foresta nazionale Chequamegon-Nicolet risulta più felice di una ricca la cui casa si trovi in un quartiere senza alberi a Milwaukee.

Secondo l’autrice questa scoperta è una prova a sostegno dell’Attention Restoration Theory(ART), teoria elaborata negli anni Ottanta che sostiene che la nostra capacità di concentrazione possa essere recuperata trascorrendo tempo all’aria aperta, e che allo stesso tempo, in questo modo, si riduca l’affaticamento mentale accumulato lavorando o studiando. Secondo quanto spiegano gli autori dell’ART nel libro che l’ha presentata al pubblico, The experience of nature: a psicological perspective, osservando immagini o filmati sulla natura l’effetto dovrebbe essere lo stesso. Il suggerimento dei ricercatori è piuttosto semplice, piantare alberi e manto erboso nelle aree urbane, e incoraggiare i bambini a giocare all’aperto piuttosto che trascorrere molto tempo in casa, specialmente davanti alla televisione o allo schermo di un computer. “Rinverdire il vicinato potrebbe essere la soluzione più semplice per ridurre lo stress”, commenta Malecki. “Se volete sentirvi meglio, uscite”.

 

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L’isola dei sentimenti

C’era una volta un’isola, dove vivevano tutti i sentimenti
e i valori degli uomini:il Buon Umore, la Tristezza, il Sapere…
anche l’Amore!

Un giorno venne annunciato ai sentimenti che l’isola stava per sprofondare, allora prepararono tutte le loro navi e partirono, solo l’Amore volle aspettare fino all’ultimo momento.Quando l’isola fu sul punto di sprofondare, l’Amore decise di chiedere aiuto.

La Ricchezza passò vicino all’Amore su una barca lussuosissima e l’Amore le disse: “Ricchezza, mi puoi portare con te?”Non posso c’é molto oro e argento sulla mia barca e non ho posto per te te.”

L’Amore allora decise di chiedere all’Orgoglio che stava
passando su un magnifico vascello,”Orgoglio ti prego, mi puoi portare con te?”, “Non ti posso aiutare, Amore…” rispose l’Orgoglio, “qui é tutto perfetto, potresti rovinare la mia barca”.

Allora l’Amore chiese alla Tristezza che gli passava accanto
“Tristezza ti prego, lasciami venire con te”, “Oh Amore”
rispose la Tristezza, “sono così triste che ho bisogno di stare da sola”.

Anche il Buon Umore passò di fianco all’Amore, ma era così contento che non sentì che lo stava chiamando.

All’improvviso una voce disse:
“Vieni Amore, ti prendo con me”. Era un vecchio che aveva parlato. L’Amore si sentì così riconoscente e pieno di gioia che dimenticò di chiedere il nome al vecchio. Quando arrivarono sulla terra ferma, il vecchio se ne andò.

L’Amore si rese conto di quanto gli dovesse e
chiese al Sapere: “Sapere, puoi dirmi chi mi ha aiutato?
“E’ stato il Tempo” rispose il Sapere.

“Il Tempo?” si interrogò l’Amore, “Perché mai il Tempo mi ha aiutato?”.Il Sapere pieno di saggezza rispose:”Perché solo il Tempo è capace di comprendere quanto l’Amore sia importante nella vita”.

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I nonni sono una risorsa: non sprechiamo il loro amore

I nonni sono una risorsa per i nipotini. L’amore che essi dedicano ai nipoti è un bene prezioso che va salvaguardato poichè rimane nel cuore come un ricordo dolce e sincero per tutta la vita.

I NONNI SONO UNA RISORSA – Non sprechiamo la possibilità di offrire ai nostri figli l’affetto incondizionato dei loro nonni. Qualora vi fossero delle incomprensioni in famiglia lasciamo che il legame unico che si genera tra nonni e nipoti rimanga fuori da ogni altro rapporto. I bambini imparano dai nonni molto più di quanto possiamo immaginare: l’amore incondizionato, la presenza, la complicità e la tenerezza, senza implicazioni educative, non si imparano naturalmente in nessun altro luogo.

RAPPORTO NONNI E NIPOTI – I nonni viziano i nipotini. Nella maggior parte dei casi questo è vero. Ma i bimbi che crescono con i nonni sono amati e coccolati. Il vizio è qualcosa che da fastidio agli altri e non a chi vive un’abitudine in maniera naturale. Molti genitori hanno timore del fatto che quei “vizi” siano deleteri per un bambino in crescita, soprattutto perchè, molto spesso, sembra che i nonni non diano regole. Un bambino sa come deve comportarsi e come relazionarsi con gli altri a seconda dei diversi ambiti.Già a partire dall’anno di età è cosciente che coi nonni può fare delle cose che a casa non gli sono permesse.

NONNI E TRADIZIONE -sanno dare ai nipotini un amore speciale, fatto di complicità e tenerezza, di accudimento e giocosità. Un amore che porterà il bambino a sentirsi sicuro di se stesso perché saprà che può muoversi liberamente sotto lo sguardo attento dei nonni. Andare ad acquistare la pizza dal panettiere con la nonna, è una routine piacevolissima per un bimbo in età prescolare. Non avrà bisogno di giocattoli o intrattenimenti diversi. Osservare la nonna che cucina sarà un passatempo senza noia per un bimbo piccolo, soprattutto quando la nonna darà al piccolo l’opportunità di partecipare alla creazione della ricetta. E stare con il nonno, che magari ha un orto o una passione per le auto o i treni, sarà un divertimento continuo per il bambino. I nonni sono una risorsa senza tempo. Non sprechiamola.

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I Tre Colini di Socrate


I tre colini di Socrate

 

Un giorno un uomo andò a trovare Socrate e gli disse: “Sai cosa ho saputo su un tuo amico?”
“Un istante”, rispose Socrate. Prima che tu mi racconti ciò che desideri, vorrei farti un test.  Quello dei tre colini.
“I tre colini?” chiese l’uomo.
“Prima di raccontarmi tutto quello che vuoi sugli altri, è buono avere del tempo per filtrare quello che va detto. Questo è ciò che io intendo per il test dei tre colini. Il primo colino è quello della Verità. Hai verificato che quello che mi stai per dire è la verità?”, disse Socrate.
“No. L’ho semplicemente sentito…” rispose l’uomo.

“Va bene. Non sai quindi se è vero. Proviamo a filtrarlo in un altro modo utilizzando il secondo colino, quello della Bontà. Quello che stai per dirmi sul mio Amico, è qualcosa di buono?”, chiese Socrate.

“Ah no! Al contrario…” rispose l’uomo.
“Quindi”, continua Socrate, “tu mi vuoi raccontare qualcosa di cattivo su di lui e non sai neanche se le cose che mi stai per dire sono vere o meno. Puoi però ancora passare il test, perché ti resta ancora il terzo colino, quello dell’Utilità. E’ utile che tu mi dica ciò che avrebbe fatto il mio Amico?”
“…non veramente…” rispose un po’ sconcertato l’uomo.
“Allora”, concluse Socrate, “se ciò che mi vuoi raccontare non è né vero, né buono, né utile, perché me lo vuoi dire?”

Prima di parlare degli altri è meglio prendersi il tempo di filtrare quello che vogliamo dire……..

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dormire meglio per non sprecare la salute

MANCANZA DI SONNO. Non dormire è innanzitutto uno spreco. Di tempo, di salute, di lucidità. Di vita, se volete. Ho tanti amici che non riescono a dormire. Stressati, con i pensieri che si accumulano e l’incubo di non riuscire a fare tutte le cose previste nel corso di faticose giornate di lavoro, impauriti dai problemi quotidiani che talvolta sono incubi. Dico a loro, come a tutti i lettori del sito, che non dormire è rischioso.

MANCANZA DI SONNO TACHICARDIA. I numeri sono drammatici, se tenete conto che nel mondo l’80 per cento della popolazione adulta accumula un deficit di sonno, cioè dorme meno di quanto serve. E come dimostrano sul piano scientifico anche recenti studi pubblicati su autorevoli riviste come Science e The Journal of Neuroscience, dormire meno del necessario può trascinarci nel baratro della tachicardia o peggio, delle malattie degenerative del cervello. Parliamo di Alzhemier e Parkinson, per esempio.

RIMEDI CONTRO L’INSONNIA. Che fare? Innanzitutto bisogna conoscere il numero di ore di sonno di cui ciascuno di noi, per età e anche per la tipologia del proprio organismo, ha bisogno.Poi bisogna avere disciplina e metodo nel sonno, e non considerarlo solo una banale e ordinaria abitudine.                                                                                                                                                                                                                                                                                     Il sonno è salute, è la prima medicina dell’uomo, da sempre. Terzo: cercate di non sprecare soldi con tranquillanti e sonniferi, e prendeteli solo se e quando ve lo dice un bravo medico. Infine, utilizzate tutte le armi giuste per creare le migliori condizioni per una buona dormita.                                Prima di andare a letto, ad esempio, godetevi la compagnia della vostra famiglia, le risate con gli amici, una gradevole conversazione. E spegnete la televisione, specie se manda in onda cose inutili da ascoltare, cioè un altro spreco di tempo, di salute e di intelligenza.

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Non ti arrendere mai

«Non ti arrendere mai, neanche quando la fatica si fa sentire, neanche quando il tuo piede inciampa, neanche quando i tuoi occhi bruciano, neanche quando i tuoi sforzi sono ignorati, neanche quando la delusione ti avvilisce, neanche quando l’errore ti scoraggia, neanche quando il tradimento ti ferisce, neanche quando il successo ti abbandona, neanche quando l’ingratitudine ti sgomenta, neanche quando l’incomprensione ti circonda, neanche quando la noia ti atterra, neanche quando tutto ha l’aria del niente, neanche quando il peso del peccato ti schiaccia… Invoca il tuo Dio, stringi i pugni, sorridi… e ricomincia».

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IL VENETO VIETA CATENE E CORDE PER GLI ANIMALI: «UNA LEGGE DI CIVILTÀ»

Mai più cani a corda o a catena nel Veneto: il primo sì alla proposta di legge che prevede questa innovazione si è avuto oggi con il via libera al ddl da parte della commissione Sanità del Consiglio regionale.

Il progetto era stato presentato da consigliere Leonardo Padrin (Fi). Unico voto in dissenso quello del consigliere Cristiano Corazzari (Lega), che si è astenuto. «Il codice penale – ha spiegato – punisce già il maltrattamento di animali. Inutile aggiungere una nuova norma regionale». Per il proponente, Padrin, invece, la nuova norma (due articoli) rappresenta «una legge di civiltà», destinata a superare vecchie mentalità e a creare una cultura di rispetto del benessere animale. Cani e animali di affezione non potranno più essere sottoposti a strumenti di costrizione, se non per specifiche e accertate esigenze di sicurezza o veterinarie, ma dovranno usufruire di appositi recinti di adeguate dimensioni.

In sede di approvazione definitiva in aula (relatore sarà lo stesso Padrin, controrelatore Corazzari) verranno spiegate in dettaglio le indicazioni per consentire la realizzazione di recinti da parte dei proprietari. I recinti potranno essere realizzati anche in deroga ai regolamenti urbanistici.

 

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