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La vita è come un viaggio in treno.

La vita è come un viaggio in treno… Spesso si sale e si scende, ci sono incidenti,a qualche fermata ci sono delle sorprese piacevoli e a qualcun’altra profonda tristezza.
Quando nasciamo e saliamo sul treno, incontriamo persone, in cui crediamo, che ci accompagneranno durante buona parte del nostro viaggio i nostri genitori.
Capita spesso che altri scendano in una stazione prima di noi lasciandoci un grande vuoto in termini di amore e affetto, senza più la loro amicizia e compagnia. Ma altre persone salgono sul treno; e qualcuna sarà per noi molto importante, sono i nostri fratelli e sorelle, i nostri amici e tutte le persone meravigliose che amiamo, e qualcuna di queste persone che sale, considera il viaggio come una breve passeggiata. Altri trovano, invece, una grande tristezza nel loro viaggio. E poi ci sono altri ancora, sul treno, sempre presenti e sempre pronti ad aiutare coloro che ne hanno bisogno, qualcuno lascia,quando scende, una nostalgia perenne…
Ci sorprende che qualcuno dei passeggeri, a cui vogliamo più bene, si segga in un altro vagone e che in questo frangente ci faccia fare il viaggio da soli. Allora facciamo in modo di trovarlo spingendoci alla sua ricerca negli altri vagoni del treno. Purtroppo, qualche volta, non possiamo accomodarci al suo fianco,perché il posto vicino è già occupato.
Così è il viaggio: pieno di sfide, sogni, fantasie, speranze e addii… Cerchiamo di compiere il nostro viaggio nel miglior modo possibile.
Il grande mistero del viaggio è che non sappiamo quando scenderemo definitivamente, e tanto meno quando i nostri compagni di viaggio lo faranno;
neanche colei (o colui) che sta seduta/o proprio vicino a noi. Mettiamocela tutta per lasciare, quando scendiamo, un posto vuoto, che trasmetta nostalgia e bei ricordi in coloro che proseguono il loro viaggio.

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La cura giusta….

Il medico scosse il capo deluso. Il suo paziente non dava segni di miglioramento. Da dieci giorni ormai, l’anziano non reagiva più alle cure. Si era abbandonato sul letto di ospedale e sembrava non avesse più voglia di lottare per la vita. Stanco e rassegnato.
Il giorno dopo, il medico che lo visitava scosse nuovamente il capo. Ma per la sorpresa. Tutti i valori dell’anziano era tornati a posto.
Il vecchietto stava seduto, appoggiato ai cuscini e aveva
ripreso colore.
«Ma che cosa le è successo?» chiese il medico. «Solo ieri disperavamo per la sua vita. E adesso tutto funziona a meraviglia! Si può sapere che cosa le è capitato?».
Il vecchietto sorrise. Annuì a lungo e disse: «Ha ragione. Qualcosa è capitato, ieri. Ieri è venuto a trovarmi il mio nipotino e mi ha detto: “Nonno, devi tornare subito a casa: la mia bicicletta si è
rotta!”

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Gli invisibili

” nei suoi occhi,solo nei suoi occhi vedi ciò che passano,leggi ciò che nascondono…la loro vita forse è una scelta,forse no…poche cose ma a cui loro tengono molto…altre cose rinchiuse nel cuore,tra i pensieri….eppure hanno un sorriso,una parola piena di energia per chi la vuole ascoltare…per alcuni sono invisibili,per altri no…non chiamarli barboni ,clochard o altro….essi hanno un nome e sono persone come te….hanno una vita da difendere e che amano,come un tempo hanno difeso ed amato altre vite…e non importa dove vivono o cosa fanno,loro sono persone di questo mondo…lo stesso mondo dove tu vivi e a volte non apprezzi. Perciò quando ne incontri uno non guardarlo come un estraneo,come se fosse l’ultimo tuo pensiero o addirittura una cosa inutile…piuttosto donagli una carezza,un dolce,pochi spiccioli…un attimo del tuo tempo,loro con quei semplici gesti…..vivono.”

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Sono un pirla

Nessun dubbio a riguardo…

arrivato router nuovo da amazon… montato…

e

OVVIAMENTE

le istruzioni non si leggono

Dopo 20 minuti di tentativi falliti di collegarmi alla pagina web del router provo a googlare l’indirizzo per vedere dove è il problema…

ripeto

SONO UN PIRLA

D’altronde a voler fare i geek senza esserlo poi la verità viene a galla…

192.168.O.1 – DOVE STA L’ERRORE?

Mi son sempre domandata a chi potessero servire siti che parlano di cose banali… ora l’ho capito…

Come mai non riesco a collegarmi all’indirizzo 192.168.o.1?

La risposta è più semplice di quanto si potrebbe immaginare. Partiamo da un punto fermo: gli indirizzi ip sono solo NUMERICI.

 

A non saper la differenza tra la lettera O e il numero zero poi escon sti problemi…

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Il tuo valore

Un professore entra in classe, prende una banconota da 20€ e chiede ai suoi alunni: “chi vorrebbe questo biglietto?”
Tutti gli studenti alzano la mano. Piega la banconota e richiede: “lo volete ancora?” e si rialzano tutte le mani.
Getta la banconota sul pavimento e ci salta sopra: “La volete ancora?” Gli studenti continuano a rispondere sì e ad alzare la mano. “Ragazzi miei,voi oggi avete imparato una lezione molto importante. Anche se ho accartocciato il biglietto, l’ho calpestato, l’ho lanciato, voi volevate ancora questo biglietto perché il suo valore non è cambiato il suo valore è ancora di 20€.
Molte volte nella vita si viene offesi dalle persone,si viene rifiutati e ci sentiamo come se non valessimo niente,invece mai il nostro valore cambierà per le persone che davvero ci amano.
Anche nei momenti peggiori il tuo valore rimane lo stesso. Non dubitare mai del tuo valore,vali sempre uguale se non di più, mai meno.

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Credere

Il male assoluto del nostro tempo è di non credere nei valori. Non ha importanza che siano religiosi oppure laici.
I giovani devono credere in qualcosa di positivo e la vita merita di essere vissuta solo se crediamo nei valori, perché questi rimangono anche dopo la nostra morte.

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Rischiare

Amare, è rischiare di essere rifiutati.
Vivere, è rischiare di morire.
Sperare, è rischiare di essere delusi.
Provare, è rischiare di fallire.
Rischiare, è una necessità.
Solo chi osa rischiare, è veramente libero.

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Buongiorno‬ a chi

A quelli che ci fanno alzare già con la luna storta.
A quelli che pensano che la luna stava meglio in cielo stanotte.
A quegli uffa che di lunedì mattina ci fanno compagnia.
A quelli che, nella notte, non ci hanno lasciato.
A chi apre gli occhi ed è il suo primo pensiero.
A chi pensa alle cose da fare e lascia la grinta sotto il cuscino.
A chi si sente spento.
A chi non ha le forze di reagire.
A chi confida in una tazza di caffè, ma bella grande.
A chi si affida a un po’ di zucchero.
A chi a una canzone.
A chi si attacca a delle parole.
A chi dice ” tu che volevi davvero la luna adesso purtroppo lo sai che la luna non c’entra in un bilocale, spero ti accontenterai di un valzer d’amore e di ingenuità”.
Buongiorno a chi, quindi, si accontenta.
A chi non si sforza più di tanto.
A chi continua a sognare, accontentandosi.
A chi, invece, non lo fa mai.
A chi non si è mai accontentato.
A chi ha sempre fatto a meno degli sbuffi.
A chi tra un uffa e un altro va avanti.
A chi si sazia di giusti abbracci da tirare fuori nel momento del bisogno.
A chi li ricorda.
A chi gli fanno forza.

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La luna

Oggi la nostra protagonista è lei…la luna…Può essere in qualunque posto, senza nessuna limitazione. Potete essere in montagna, a casa, sul mare  d’avanti alla finestra in un hotel, tutti vedrete la stessa luna. Nessuno escluso. Davanti a lei siamo tutti uguali, piccoli e infinitamente insignificanti di fronte alla sua maestà.

La luna, regina indiscussa del cielo che illumina le nostre notti. Così elegante e regale ci osserva dall’alto, sfoggiando la sua bellezza. Molti non l’apprezzano perchè risplende non di luce propria ma grazie alla luce solare, ma per quanto possa farsi aiutare per brillare è lei la più affascinante.

Quante notti insonni passate a guardarla sui tetti, quante lacrime versate urlando a lei ciò che non riuscivamo a dire a nessun altro. Quante volte da piccolini abbiamo sognato di atterrare a bordo di un meraviglioso razzo, sulla sua superficie così bianca e splendente. Quante poesie, quante canzoni le hanno dedicato i poeti e i cantanti, e di quante lei è stata musa. Personaggi di tragedie hanno giurato il  loro amore su di lei, lei che a volte finiamo per sottovalutare. Lei, che forse ci attrae solo quando la vediamo nel pieno del suo splendore.

Ogni volta che guardate in alto nel cielo alzate il pollice e posizionatelo su di lei chiudendo un occhio.Ecco per un attimo ci sembrerà piccola quanto un nostro dito. Ricordatevi sempre che in qualunque posto siate, con la persona che amate o lontano da lei, vi basterà alzare il pollice e così saperete di essere vicini. Così saprete di essere uniti a chiunque nel mondo. Il pollice di chiunque coprirà la luna alla stessa maniera del vostro. Ovunque siate, con chiunque siate, vedrete la stessa luna che in quel momento sarà il vostro filo conduttore. 

Perciò ricordate…Non dimenticate mai di guardare la luna. 

 

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Quante volte togliendovi gli indumenti quotidiani di dosso vi sarete accorti di avere all’interno dell’ombelico della lana?!? Alcuni non ci fanno caso, semplicemente la prendono e la buttano via, pensando che si tratti semplicemente di accumuli di fibra della maglietta o maglia che si indossava fino a poco tempo prima, mentre altri ci fanno caso e si chiedono come sia possibile che si formi qualcosa di simile e si vada a depositare proprio nell’ombelico. Qual’è la risposta?

Innanzitutto, tale lana viene chiamata in vari modi: polvere, cotone a batuffoli, lanetta, lanugine… È importante sapere che sin dall’antichità questo fenomeno fu studiato da alcune popolazioni, ad esempio dai Sumeri e dagli Egizi: per i primi, questa lana era come una divinità, mentre per gli ultimi si trattava di un segno positivo in vista del raccolto.

Lo sapevate che esiste anche un record correlato alla lana nell’ombelico? Graham Barker, un uomo australiano, ha ben pensato di raccogliere questa lanugine per ben 20 anni, e… È finito anche nel Guinness World Record: iniziò precisamente il 17 gennaio 1984, e ne raccolse in media 3,03 mg al giorno!

Vi sono diverse ipotesi riguardo alla formazione di tale lana: la più gettonata, finora, è stata quella di Malligans, secondo cui i peli dell’addome, nel momento in cui sfregano con la maglietta, riescono ad intrappolare il cotone che viene prodotto da tale sfregamento. Ma se tale teoria fosse vera, perché le maglie non si logorano né si consumano?

Nel 2001, Karl Kruszelnicki, ricercatore dell’Università di Sydney, è riuscito in seguito ad alcune ricerche a scoprire che la lanugine che si forma raggruppa sia le fibre di vestiti, che peli e pelle morta. Dunque, è lecito pensare che con l’avanzare dell’età, la lana nell’ombelico degli uomini sarà sempre più presente, poiché gli anziani hanno dei peli addominali più ruvidi ed ispidi rispetto ai più giovani. In genere, il colore della lanugine è grigio.

Un’altra teoria è stata avanzata da Georg Steinhauser, un ricercatore dell’Università della Tecnologia di Vienna, secondo la quale i peli addominali guiderebbero le fibre dei vestiti nell’ombelico. Tale ipotesi è stata pubblicata persino dalla nota rivista scientifica Journal Medical Hypotheses, con il titolo “The nature of navel fluff”, ovvero appunto “La natura della lana ombelicale”.

Il ricercatore ha analizzato ben 503 batuffoli di lana, i quali erano proprio i suoi, ed anch’egli è giunto alla conclusione che ognuno di essi sia formato da cellule di pelle morte, peli e tessuti di indumento, ma vi ha trovato anche tracce di grasso umano. Secondo lui, inoltre, chi è privo di peli sul petto non sarebbe in grado di produrre questa lana!

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